Il rapporto tra tè, acido folico e gravidanza richiede di distinguere due temi: l’apporto di caffeina e l’eventuale interazione con l’assorbimento dei folati. Non sono la stessa questione e non giustificano conclusioni automatiche a partire da una singola tazza.
Che cosa hanno studiato i ricercatori
Uno studio farmacocinetico pubblicato nel 2008 ha esaminato in volontari sani la possibile interazione tra tè verde o nero e compresse di acido folico, confrontandoli con l’acqua. L’obiettivo era capire come cambiasse la disponibilità della vitamina dopo l’assunzione.
Uno studio sull’assorbimento non equivale a una dimostrazione di malformazioni nei bambini e non consente, da solo, di stabilire un divieto universale del tè in gravidanza. Anche la preparazione e la quantità del prodotto impiegato nello studio devono essere considerate prima di estenderne i risultati alle abitudini quotidiane.
L’acido folico resta una misura di prevenzione
Le indicazioni NHS sull’integrazione raccomandano normalmente 400 microgrammi di acido folico al giorno quando si cerca una gravidanza e durante le prime 12 settimane. Alcune condizioni richiedono una prescrizione diversa: la dose va concordata con chi segue la gravidanza.
Il dubbio su una bevanda non è un motivo per interrompere l’integratore prescritto. Per le modalità di assunzione si possono seguire il foglietto illustrativo e le indicazioni di medico, ostetrica o farmacista, segnalando anche gli altri integratori utilizzati.
La caffeina si somma tra bevande e alimenti
Nelle raccomandazioni NHS sugli alimenti in gravidanza, il limite indicato è non oltre 200 milligrammi di caffeina al giorno. Il conteggio comprende tè verde e nero, caffè, cola, bevande energetiche e cioccolato. Il tè verde non è automaticamente privo di caffeina.
Il contenuto effettivo varia con prodotto, porzione e preparazione; un numero fisso di tazze può quindi essere fuorviante. La scelta più utile è valutare il consumo complessivo della giornata e chiedere indicazioni individuali in presenza di dubbi. Gli estratti concentrati, infine, non vanno assimilati al normale infuso.