CASA, VERDE E ISPIRAZIONI18 Ottobre 2026

Idee da vivere. Ogni giorno.

Il tè verde può fare male? Le differenze tra infuso ed estratti concentrati

Parlare dei rischi del tè verde senza distinguere la bevanda dagli integratori può creare allarme oppure falsa sicurezza. La forma del prodotto, la concentrazione e le condizioni di chi lo assume cambiano la valutazione.

La distinzione fatta dall’EFSA

Nella valutazione sulle catechine del tè verde, l’EFSA ha considerato generalmente sicuri gli infusi tradizionali e le bevande con un contenuto comparabile. Ha però rilevato un problema diverso per gli estratti concentrati usati negli integratori.

Negli studi esaminati, dosi giornaliere di EGCG pari o superiori a 800 milligrammi risultavano associate a un aumento degli enzimi epatici, possibile segnale di danno al fegato. Questo valore non è una dose consigliata né una soglia sotto la quale ogni prodotto sia sicuramente innocuo: gli esperti non avevano potuto identificare una dose priva di rischi per gli integratori sulla base dei dati disponibili.

Perché una capsula non equivale a una tazza

Un estratto può concentrare le catechine e modificarne il modo di assunzione rispetto alla bevanda. Per questo non è corretto trasferire automaticamente la sicurezza dell’infuso a prodotti commercializzati per dimagrire o aumentare il metabolismo.

Il NCCIH, centro dei National Institutes of Health, segnala che i casi di danno epatico riportati riguardano soprattutto estratti in capsule o compresse. Tra gli effetti indesiderati degli integratori sono descritti anche nausea, disturbi addominali e aumento della pressione.

Caffeina e farmaci meritano attenzione

Anche il tè verde bevuto normalmente contiene caffeina. Inoltre, il NCCIH documenta interazioni con alcuni medicinali, tra cui una riduzione dei livelli di nadololo ad alte assunzioni e possibili effetti degli estratti sull’atorvastatina. Non tutti i prodotti o i pazienti presentano lo stesso rischio.

Chi segue una terapia dovrebbe quindi verificare con medico o farmacista l’opportunità di utilizzare integratori di tè verde, senza modificare autonomamente i farmaci. In caso di disturbi dopo un estratto, è utile mostrare al professionista la confezione e la composizione esatta.

Il punto non è considerare pericolosa ogni tazza: è riconoscere che “naturale” non rende equivalenti bevande e concentrati e non garantisce l’assenza di effetti indesiderati.