Parlare dei rischi del tè verde senza distinguere la bevanda dagli integratori può creare allarme oppure falsa sicurezza. La forma del prodotto, la concentrazione e le condizioni di chi lo assume cambiano la valutazione.
La distinzione fatta dall’EFSA
Nella valutazione sulle catechine del tè verde, l’EFSA ha considerato generalmente sicuri gli infusi tradizionali e le bevande con un contenuto comparabile. Ha però rilevato un problema diverso per gli estratti concentrati usati negli integratori.
Negli studi esaminati, dosi giornaliere di EGCG pari o superiori a 800 milligrammi risultavano associate a un aumento degli enzimi epatici, possibile segnale di danno al fegato. Questo valore non è una dose consigliata né una soglia sotto la quale ogni prodotto sia sicuramente innocuo: gli esperti non avevano potuto identificare una dose priva di rischi per gli integratori sulla base dei dati disponibili.
Perché una capsula non equivale a una tazza
Un estratto può concentrare le catechine e modificarne il modo di assunzione rispetto alla bevanda. Per questo non è corretto trasferire automaticamente la sicurezza dell’infuso a prodotti commercializzati per dimagrire o aumentare il metabolismo.
Il NCCIH, centro dei National Institutes of Health, segnala che i casi di danno epatico riportati riguardano soprattutto estratti in capsule o compresse. Tra gli effetti indesiderati degli integratori sono descritti anche nausea, disturbi addominali e aumento della pressione.
Caffeina e farmaci meritano attenzione
Anche il tè verde bevuto normalmente contiene caffeina. Inoltre, il NCCIH documenta interazioni con alcuni medicinali, tra cui una riduzione dei livelli di nadololo ad alte assunzioni e possibili effetti degli estratti sull’atorvastatina. Non tutti i prodotti o i pazienti presentano lo stesso rischio.
Chi segue una terapia dovrebbe quindi verificare con medico o farmacista l’opportunità di utilizzare integratori di tè verde, senza modificare autonomamente i farmaci. In caso di disturbi dopo un estratto, è utile mostrare al professionista la confezione e la composizione esatta.
Il punto non è considerare pericolosa ogni tazza: è riconoscere che “naturale” non rende equivalenti bevande e concentrati e non garantisce l’assenza di effetti indesiderati.