La simmetrizzazione delle categorie concettuali è un’espressione legata allo studio delle rappresentazioni mentali. Nel quadro teorico dello psicoanalista Ignacio Matte Blanco, indica processi attraverso i quali le differenze tra elementi appartenenti a una stessa classe possono perdere rilievo.
Dalla somiglianza all’equivalenza
Raggruppare oggetti o persone in categorie è utile per orientarsi. Dire che due animali appartengono alla stessa specie non significa però considerarli identici in ogni caratteristica. La distinzione tra appartenenza comune e identità aiuta a comprendere il problema affrontato dal modello.
Nel contributo “Simmetrizzazione, contenuto metrico ed empatia”, conservato nell’archivio dell’Università di Firenze, il processo viene descritto come una tendenza a rendere più omogenee le rappresentazioni degli elementi di un insieme, mettendo in primo piano ciò che li accomuna.
Come esempio illustrativo, si può immaginare che esperienze diverse vengano raccolte sotto l’etichetta emotiva di “pericolo”. Nella rappresentazione, le differenze tra quelle esperienze potrebbero diventare meno evidenti. È un esempio per capire il concetto, non un test psicologico.
Che cosa significa “bi-logica”
La teoria distingue modalità simmetriche e asimmetriche del pensiero. Le seconde conservano differenze e direzioni delle relazioni; le prime possono trattare come equivalenti relazioni che nella logica ordinaria non lo sono.
L’articolo scientifico “Symmetrization, Mirroring and External Reality” discute questi processi in rapporto a emozioni, empatia e rappresentazione dell’altro. La simmetrizzazione viene considerata anche in attività mentali normali, non soltanto nella riflessione clinica.
Modello teorico e misurazione non coincidono
Il contributo fiorentino esplora la possibilità di descrivere matematicamente alcuni aspetti delle categorie, attraverso strutture metriche e ultrametriche. Passare a una formulazione quantitativa permette di porre domande più precise, ma richiede sempre di chiarire che cosa misuri l’indice adottato.
Non si tratta di una diagnosi ottenibile leggendo un comportamento isolato, né di una legge generale del cervello già dimostrata in ogni suo aspetto. Il valore del concetto sta nel proporre una prospettiva su come somiglianze, differenze ed emozioni possano organizzare il pensiero. Le ipotesi interpretative e le osservazioni sperimentali vanno mantenute distinguibili.