CASA, VERDE E ISPIRAZIONI18 Ottobre 2026

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Chirurgia robotica: come si impara a operare con il robot da Vinci

Imparare a operare con il robot da Vinci richiede un percorso strutturato: studio del sistema, esercitazioni, osservazione degli interventi e attività clinica con un tutor. La formazione riguarda anche il lavoro dell’intera équipe, come mostra il programma sulle emergenze robotiche presentato nel calendario ERUS 2026.

Il tema centrale è distinguere la familiarità con la tecnologia dalla capacità di affrontare un intervento. Il simulatore permette di esercitarsi sui comandi; la preparazione chirurgica comprende anche decisioni cliniche, gestione delle difficoltà e collaborazione tra professionisti.

L’addestramento al da Vinci parte dalla tecnologia

Nel percorso descritto da Intuitive, produttore dei sistemi da Vinci, la formazione può comprendere apprendimento online, osservazione di casi, simulazione, esercitazioni pratiche e affiancamento. Sono previsti itinerari per chirurghi, specializzandi, personale di sala operatoria, assistenti al tavolo e coordinatori della chirurgia robotica.

Questa articolazione aiuta a capire perché un protocollo di addestramento non si esaurisca in un corso introduttivo. Il funzionamento della piattaforma è una parte del percorso: le attività successive devono inserirsi nella preparazione professionale e nell’organizzazione del centro che esegue gli interventi.

A cosa serve la simulazione

Le tecnologie di simulazione consentono di ripetere esercizi senza coinvolgere un paziente. La piattaforma SimNow, secondo la descrizione del produttore, utilizza la console del chirurgo e comprende attività dedicate alle abilità sul sistema e simulazioni di procedure.

È una componente dell’apprendimento, non una prova sufficiente di autonomia clinica. Nella propria guida alla preparazione dei chirurghi, Intuitive precisa che SimNow integra i programmi di formazione esistenti e non li sostituisce. Anche l’affiancamento da parte di un chirurgo esperto si colloca nei requisiti formativi individuati dalla struttura e dai professionisti coinvolti.

Il modello ERUS: un percorso progressivo con un tutor

Un esempio concreto è l’ERUS Robotic Curriculum, illustrato dall’Associazione europea di urologia. Il suo obiettivo specifico è formare il chirurgo alla prostatectomia robot-assistita: non va quindi considerato un protocollo unico per tutte le specialità e tutte le operazioni.

Il programma combina teoria, laboratori, osservazione di casi reali, assistenza al tavolo operatorio e formazione alla console sotto supervisione. L’apprendimento avanza per moduli, con un mentore locale. La doppia console permette il tutoraggio durante l’attività chirurgica prevista dal percorso.

La valutazione comprende abilità tecniche e non tecniche. Nel modello descritto da ERUS, la prova conclusiva prevede la registrazione di una prostatectomia e l’esame del video da parte di due esperti indipendenti. L’attenzione si sposta così dalla sola partecipazione alle lezioni alla verifica delle competenze raggiunte.

Nel programma ERUS 2026 spazio alle emergenze in équipe

La preparazione alle situazioni critiche è al centro del Robotic Emergency Simulation Programme di ERUS 2026, indicato nel calendario per il 10 settembre a Padova. Il programma prevedeva simulazioni multidisciplinari con chirurghi, anestesisti e personale infermieristico, basate su emergenze descritte nella letteratura scientifica.

Gli obiettivi dichiarati includevano gestione dell’emergenza, capacità decisionale e competenze non tecniche, seguite da un confronto strutturato sulla prestazione. È un esempio del ruolo attribuito alla comunicazione e al coordinamento nella formazione robotica, oltre alla manualità individuale.

Che cosa significa per chi deve affrontare un intervento

Questi percorsi mostrano che la formazione va considerata nel suo insieme: tecnologia, pratica supervisionata e valutazione. Per un paziente, chiedere quale esperienza abbia l’équipe nella procedura proposta e come sia organizzata la preparazione del centro può rendere più concreto il confronto con il chirurgo. La scelta dell’intervento resta legata alla valutazione del singolo caso.